Esercizio su un elenco – 3

2. Secondo testo

Con questo intervento si ottiene un altro testo, mirato a introdurre con maggiore efficacia l’elenco vero e proprio.

VENDESI: a caratteri cubitali, appariva il cartello su una vetrina impolverata. Sotto, più piccole, altre parole ormai vinte dal tempo, illeggibili. Accanto alla vetrina, una porta. Spingo la maniglia: la porta striscia, cigola, si apre. Nessun segno di vita. Ho davanti un bancone. Sul bancone una cassa, un mortaio col pestello, un barattolo trasparente e una pila di cerotti.
Sullo sfondo lo scaffale: bottiglie e bottigliette, scatole e scatolette, medicine dai nomi strani: Buscopan, Guttalax, Bronchenolo, Valontan, Angiolax, Zerinolo. Compresse, creme, confetti, erbe, essenze, estratti; impiastri, infusi, iniezioni, pastiglie, pillole, pozioni; sciroppi, supposte, soluzioni. Uno schieramento di analgesici, antiacidi, antisettici; purganti, calmanti, demulcenti; lenitivi, digestivi, sedativi. Un esercito a riposo.

ANALISI DELL’ELENCO

Nell’elenco vero e proprio si possono facilmente rilevare degli errori fondamentali:

  • a) c’è un gioco ambiguo dei diminutivi veri o reali su cui si deve intervenire (il gioco è indicato nel testo dal neretto);
  • b) nel resto dell’elenco manca una qualsiasi gerarchia (corsivo).

Sullo sfondo lo scaffale: bottiglie e bottigliette, scatole e scatolette, medicine dai nomi strani: Buscopan, Guttalax, Bronchenolo, Valontan, Angiolax, Zerinolo. Compresse, creme, confetti, erbe, essenze, estratti; impiastri, infusi, iniezioni, pastiglie, pillole, pozioni; sciroppi, supposte, soluzioni. Uno schieramento di analgesici, antiacidi, antisettici; purganti, calmanti, demulcenti; lenitivi, digestivi, sedativi. Un esercito a riposo.

CORREZIONI POSSIBILI

  • a) Nel gioco ambiguo dei diminutivi veri e reali una prima, immediata, soluzione si può trovare nell’abolizione del superfluo “medicine dai nomi strani”, perché l’elenco che segue è già di per sé, appunto, un repertorio di “medicine dai nomi strani”. In suo luogo si può inserire un altro diminutivo: per esempio “tubetti”.
    Un altro intervento logico è nel taglio di “bottiglie” (poco realistico); di conseguenza, l’eliminazione del gioco tra il sostantivo ordinario e il suo diminutivo (“bottiglie e bottigliette”) rende “scatole” inutile e ingombrante.
  • b) Gerarchia nell’elenco. Attenzione. Bisogna avere ben chiaro il senso dell’operazione di scrittura che si persegue. Se la descrizione mediante l’elenco, per esempio, punta a un senso di ordine o meno. Qui non si parla di una farmacia devastata, ma di una farmacia abbandonata.
    Opteremo dunque per la prima ipotesi: punteremo a un senso d’ordine e tenteremo di creare una gerarchia per categorie. E allora una soluzione possibile (sfrondando e cambiando) potrebbe essere questa: “Capsule, pillole, pastiglie; erbe, essenze, estratti; impiastri, infusi, pozioni; sciroppi, soluzioni, elisir”. Si evita, oltre tutto, così, di ripetere il gioco delle desinenze cadenzate, già usato per i nomi delle medicine, subito prima.
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