L’elenco e l’aggettivazione – 1

1. Bozza di testo

Ecco un altro esempio di elenco, meno fitto di quello precedente (e certamente meno incisivo), puntato prevalentemente su un’accumulazione di aggettivi.

Qui non c’è una preparazione narrativa, ma un andamento lirico: sicché l’elenco, a orecchio, suona più, appunto, come un’accumulazione, che come una combinazione di elementi.

Lo zaino pesa, non so se dare la colpa al carico, alla mia forma fisica, al sentiero che inerpica tra questi splendidi boschi.

La purezza e la limpidezza dell’aria mi rinfrancano e posso godermi lo spettacolo della natura. La montagna di fronte al poggio su cui mi fermo a riposare, esibisce mille colori, mille sfumature, mille tinte pastello.

In ottobre le tonalità sono splendide: a volte calde a volte diacce, o confuse, mescolate, sì da formare una sorta di policromia.

Dalle cime ormai biancheggianti di neve, il sole crea, con il suo riverbero, riflessi cangianti ed argentei che illuminano, con il loro candore, le praterie sottostanti.

Qui i prati ormai lividi e pallidi, che hanno perso il loro aspetto verdeggiante, si inframmezzano ai boschi, alla vegetazione ad alto fusto.

Lo sguardo passa, senza posa, dai lucenti pini ai larici perlacei, agli abeti splendenti: i tronchi si intrecciano, si avviluppano, si intersecano, così da formare strane sculture.

E poi più giù, con gli occhi non ancora appagati, scorgo betulle e faggi, che confondono e frammischiano le loro foglie in una sorta di gioco affascinante.

Le betulle, con il loro fusto latteo, niveo ed argenteo confondono le loro foglie con quelle dei faggi, in un susseguirsi di macchie gialle e d’oro, vermiglie e solferine.

ANALISI

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