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Il fuoco divampato a Roma in un punto circoscritto si estese poi come un incendio di proporzioni preoccupanti in altre regioni. Ogni parrocchia a raccontare le stesse storie.

Speciali squadre di polizia e carabinieri indagavano e animavano di azioni e presenze insolite i silenzi delle chiese. Mentre si rafforzavano anche le inchieste parallele dei media, in Vaticano era tutto un mormorio.

Chiodi, croci e Cristi erano le parole che si passavano di bocca in bocca i gruppetti riuniti nelle piazze intorno ai caffè, davanti ai quali spesso indugiavano le troupe televisive per registrare voci e commenti nelle inflessioni e cadenze dei vari dialetti. Ognuno aveva una congettura, un’idea o un’ideologia da tirare in ballo, sicché dietro a quelle croci si muovevano pregiudizi e credenze, certezze e diffidenze, paure e ottusità. La maggior parte di quella gente solo a nominare certe parole sembrava sentire il dovere di sciacquarsi la bocca, ma non mancava chi al contrario le ripetesse volentieri per dileggiare un simbolo religioso che contestava animosamente. Si erano sentiti toccare i massimi sistemi. 

“Siamo entrati in uno stato critico della storia…”  

“I nostri anni sono sull’orlo di un vulcano…” 

“Questi venti impetuosi vengono ad abbattere i pochi punti fermi che ci sono rimasti…” 

“Un mondo nuovo? Forse per i nostri figli… noi ormai…” 

“Il fatto è che stiamo perdendo completamente la testa…” 

Tra chi in sottofondo sciorinava i dati di un rapporto del Viminale sulle sette religiose e chi sommessamente borbottava accusando questa “società labirintica”, qualche voce si levava netta e chiara  per denunciare il sollievo di una vita “finalmente non più all’ombra della croce”. 

Altre gridavano la necessità di “togliersi quella polvere del cristianesimo dai calzari”, e per far questo, dicevano animosamente, era “indispensabile una rivolta, uno choc per imporre l’attenzione a un cambiamento”. 

Parlavano cristiani, ma anche buddisti, ebrei, musulmani, esponenti di una società multiculturale che ormai stava imponendo le proprie differenze.

I chiodi volati via finirono anche nel mondo sconfinato di Internet e presto furono raccolti gli appelli di quanti si offrivano volontari per rimettere i Cristi di nuovo in croce dopo le orrende mutilazioni. 

Tutti quei poveri Gesù, dicevano in molti, non potevano stare senza croce. La fede non poteva restare orfana del deicidio.