Tre regole per la parola scritta – 6

1
SITUAZIONE DI PARTENZA:
PROSPETTIVA DALL’ALTO

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a restringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.

2
PRIMO SPOSTAMENTO:
PROSPETTIVA DA LONTANO

La costiera formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l’uno detto di san Martino, l’altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune.

3
SECONDO SPOSTAMENTO:
DAL BASSO E IN PROFONDITÀ

Per un buon pezzo, la costa sale con un pendìo lento, e continuo; poi si rompe in poggi e vallocelli, in erte e in ispianate, secondo l’ossatura de’ due monti, e il lavoro dell’acque. Il lembo estremo, tagliato dalle foci de’ torrenti, è quasi tutto ghiaia e ciottoloni; il resto, campi e vigne, sparse di terre, di ville, di casali; in qualche parte boschi, che si prolungano per la montagna.

4
TERZO SPOSTAMENTO:
IL PARTICOLARE NEL GENERALE

Lecco, la principale di quelle terre, e che dà il nome al territorio, giace poco discosto dal ponte, alla riva del lago, anzi viene in parte a trovarsi nel lago stesso, quando questo ingrossa: un gran borgo al giorno d’oggi, e che s’incammina a diventar città. Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare, quel borgo, già considerabile, era anche un castello, e aveva perciò l’onore d’alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli, che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre; e, sul finir dell’estate, non mancavano mai di spandersi nelle vigne, per diradar l’uve, e alleggerire a’ contadini le fatiche della vendemmia.

5
QUARTO SPOSTAMENTO:
DAL PARTICOLARE AL GENERALE,
FRAMMENTAZIONE DELLO SPAZIO E MOLTIPLICAZIONE DELLE PROSPETTIVE

Dall’una all’altra parte di quelle terre, dall’altura alla riva, da un poggio all’altro, correvano e corrono tuttavia, strade e stradette, più o men ripide, o piane; ogni tanto affondate, sepolte tra due muri, donde alzando lo sguardo, non iscoprite che un pezzo di cielo e qualche vetta di monte; ogni tanto elevate su terrapieni aperti: e di qui la vista spazia per prospetti più o meno estesi, ma ricchi sempre e sempre qualche cosa nuovi, secondo che i diversi punti piglian più o meno della vasta scena circostante, e secondo che questa o quella parte campeggia o si scorcia, spunta o sparisce a vicenda. Dove un pezzo, dove un altro, dove una lunga distesa di quel vasto e variato specchio dell’acqua; di qua lago chiuso all’estremità o piuttosto smarrito in un gruppo, in un andirivieni di montagne, e di mano in mano più allargato tra altri monti che si spiegano, a uno a uno, allo sguardo, e che l’acqua riflette capovolti, co’ paesetti posti sulle rive; di là braccio di fiume, poi lago, poi fiume ancora, che va a perdersi in lucido serpeggiamento pur tra’ monti che l’accompagnano, degradando via via, e perdendosi quasi anch’essi nell’orizzonte.

6
QUINTO SPOSTAMENTO:
DAL GENERALE AL PARTICOLARE

Il luogo stesso da dove contemplate que’ vari spettacoli, vi fa spettacolo da ogni parte: il monte di cui passeggiate le falde, vi svolge, al di sopra, d’intorno, le sue cime e le balze, distinte, rilevate, mutabili quasi a ogni passo, aprendosi e contornandosi in gioghi ciò che v’era sembrato prima un sol giogo, e comparendo in vetta ciò che poco innanzi vi si rappresentava sulla costa: e l’ameno, il domestico di quelle falde tempera gradevolmente il selvaggio, e orna vie e più il magnifico dell’altre vedute.

7
SESTO SPOSTAMENTO:
COLLOCAMENTO DEL PERSONAGGIO NELLA SCENA

Per una di queste stradicciole, tornava bel bello dalla passeggiata verso casa, sulla sera del giorno 7 novembre dell’anno 1628, don Abbondio…

Ebbene non è certo un caso che Manzoni inauguri il suo racconto con un paesaggio così sapientemente composto da un accavallarsi di prospettive e di punti vista.

I Promessi sposi infatti sono composti da un insieme di romanzi: il romanzo di Renzo e quello di Lucia, il romanzo di don Abbondio e di Fra Cristoforo, quello di don Rodrigo e quello di Gertrude, dell’innominato, del Cardinal Federigo; e ancora il romanzo della carestia, della guerra, della peste e così via.

I Promessi sposi costituiscono insomma un romanzo “polifonico”, nel quale tutti questi romanzi si intrecciano. Così come si intrecciano, nella rappresentazione totale della vita, a cui mira Manzoni, le voci e i punti di vista dell’autore e quelli di tutti i personaggi.

Pertanto questo esordio ha proprio il significato di una ouverture di una grande sinfonia. Riproduce in sintesi il motivo centrale e la struttura del romanzo.

Ma torniamo a problemi più concreti di tecnica della scrittura e della rappresentazione.

Articolo precedenteProssimo articolo