Tre regole per la parola scritta – 7

Tutto ciò che abbiamo osservato finora riguarda l’architettura del pezzo, la sua sapiente costruzione.

Un esame più attento, per osservare la realizzazione della frammentazione dello spazio, per analizzare la grammatica del testo di Manzoni, lo si potrebbe effettuare sul quinto brano della scansione da noi proposta: in quello cioè dove più caotica, apparentemente, si fa la moltiplicazione delle vedute.

Ebbene in questo caso Manzoni sa tenere salda la sua scrittura, applicando una tecnica della ripetizione di moduli espressivi, insieme a una tecnica della variazione lessicale di questi moduli ripetitivi.

Dall’una all’altra parte di quelle terre, dall’altura alla riva, da un poggio all’altro, correvano e corrono tuttavia, strade e stradette, più o men ripide, o piane; ogni tanto affondate, sepolte tra due muri, donde alzando lo sguardo, non iscoprite che un pezzo di cielo e qualche vetta di monte; ogni tanto elevate su terrapieni aperti: e di qui la vista spazia per prospetti più o meno estesi, ma ricchi sempre e sempre qualche cosa nuovi, secondo che i diversi punti piglian più o meno della vasta scena circostante, e secondo che questa o quella parte campeggia o si scorcia, spunta o sparisce a vicenda. Dove un pezzo, dove un altro, dove una lunga distesa di quel vasto e variato specchio dell’acqua; di qua lago chiuso all’estremità o piuttosto smarrito in un gruppo, in un andirivieni di montagne, e di mano in mano più allargato tra altri monti che si spiegano, a uno a uno, allo sguardo, e che l’acqua riflette capovolti, co’ paesetti posti sulle rive; di là braccio di fiume, poi lago, poi fiume ancora, che va a perdersi in lucido serpeggiamento pur tra’ monti che l’accompagnano, degradando via via, e perdendosi quasi anch’essi nell’orizzonte.

La tecnica della ripetizione, e della variazione all’interno della ripetizione, è uno degli elementi che Manzoni usa per dare ritmo alla propria prosa.

Ma un’osservazione attenta, limitata anche alla sola prima sezione, può portare ad altre considerazioni di qualche interesse.

C’è all’inizio, quasi per cercare una cadenza giusta della prosa, una scansione evidente del numero delle sillabe, che alterna monosillabi (indicati dal neretto) a bisillabi, per scaturire quindi a un quadrisillabo (in corsivo):

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno.

E un’osservazione fra le tante.

Un’altra potrebbe essere relativa alla sintassi che propone nei due tronconi essenziali del periodo quasi uno schema fisso: un soggetto (indicato con il neretto), seguito da una relativa (corsivo), il verbo (neretto) che regge un complemento espresso da una subordinata (neretto), la quale ha a fianco un’immediata coordinata (rosso).

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a restringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.

Infine si potrebbe osservare il raggiungimento di un ritmo attraverso i suoni: attraverso l’allungamento della cadenza di lettura con una sequenza di vocali (indicata con il neretto), oppure la sua scansione, con una sequenza forte di consonanti (indicata con il corsivo):

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a restringersi e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.

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